Buon G...IOR...no
"Meno Banca, Più Servizio" sembrano le parole d'ordine ormai consolidate dell'Istituto per le Opere di Religione che ha presentato un eccellente bilancio 2025.
Se appartenete a quella setta minoritaria di curiosi come me che al mattino, tra una cioccolata calda e un’occhiata ai mercati, si domanda quanto pesi davvero il portafoglio dello IOR, la risposta è servita, e non è affatto misteriosa come si vorrebbe per un giallo di Dan Brown.
Parliamo di 5,9 miliardi di euro. Una cifra che segna un balzo di 200 milioni rispetto all’anno scorso. Non proprio spiccioli da elemosina.
Il bilancio 2025 dell’Istituto per le Opere di Religione (un nome che vuole tornare ad essere un programma) ci racconta una storia di efficienza, più svizzera che romana, applicata alle mura leonine:
Utile netto: 51 milioni (un +55,5% che farebbe invidia a molti manager della City);
Il “Dividendo per il Papa”: la Commissione Cardinalizia - il CDA della Banca - ha staccato un assegno da 24,3 milioni per Leone XIV.
Un aumento del 76% rispetto al 2024. Come dire: se i conti corrono veloci, la carità deve correre ancora di più.
Come ha spiegato bene Gian Guido Vecchi sul Corriere, Papa Francesco voleva un Istituto che tornasse a servire le opere, non giocare a fare il banchiere globale.
Soprattutto dopo gli scivoloni londinesi – quelli che ancora fanno venire il “mal di fede” solo a pensarci .
E poi c’è il tocco di Leone XIV. Con la lettera apostolica Coniuncta Cura, il nuovo Pontefice ha ribadito il concetto di “corresponsabilità”. Tradotto dal vaticanese: meno segreti, più bilanci trasparenti e una divisione dei compiti che somiglia sempre più a una moderna azienda familiare.
Una “Famiglia” con una missione che va ben oltre il prossimo trimestre fiscale.
RICORDELLA DIOCESANA - Stasera!
Riflettevo che la società si è secolarizzata, ha abbandonato Chiesa e religione e curiosamente sono comparse tutte queste mode: il digiuno intermittente, la psicanalisi, il journaling, la meditazione trascendentale.
Tutte cose che i fedeli praticavano prima, ma con altro nome.
L’uomo resta quello ma ha abbandonato il cibo naturale per il suo surrogato commerciale.
Per favore, cari ristoratori rivogliamo i menu fisici. Nessuno vuole scansionare codici QR quando ha fame.
Cordiali saluti: io e il mondo intero.
Hai ancora la carta d’identità cartacea? Dal prossimo 3 agosto non sarà più valida
Se la nostra carta è ancora in formato cartaceo, andrà necessariamente sostituita con la CIE. A richiamare l’attenzione sulla scadenza è la campagna “Se non è elettronica, non vale”, promossa dal Dipartimento per la Trasformazione Digitale della Presidenza del Consiglio e dal Ministero dell’Interno.
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